Gorizia conta circa 38.000 abitanti; è posta a 84 m s.l.m., alla
confluenza delle due naturali vie di comunicazione tra oriente e
occidente, le Valli dell' Isonzo e del Vipacco, importante luogo di
transito già in tempi remoti. L' Isonzo è il fiume che bagna la città
riversandosi nella pianura circondata dalle dolci colline del Collio
note per la coltivazione della vite e la produzione quindi di ottimi
vini.
Gorizia è riparata a nord dai monti e non risente dei freddi venti
settentrionali ma,
trovandosi
quasi allo sbocco dei valichi prealpini e carsici, è soggetta alla
bora che soffia da est. Aperta verso la pianura, anche i venti freschi
e umidi provenienti da sud-ovest influenzano il suo clima piuttosto
mite.
L'ANTICA CONTEA
Il primo cenno storico su Gorizia risale al 1001 ed è un documento in
cui l'imperatore germanico Ottone III faceva dono al Patriarca di
Aquileia di metà del villaggio chiamato Gorizia. La posizione
strategica di quella villa crebbe rapidamente di importanza e ne favorì
lo sviluppo consigliando la rapida fortificazione del colle da cui si
domina la piana dell'Isonzo, colle sul quale sorge il maestoso
Castello, monumento simbolo detta città. Dopo la famiglia degli
Eppenstein, la città e un sempre più vasto territorio circostante
che copriva l'arco alpino orientale fu sottoposta al dominio dei Conti
di Gorizia e del Tirolo, nobili che nel XIII secolo avevano scelto il
Castello di Bruck presso la città di Lienz quale loro residenza.

La
figura più affascinante tra i principi tedeschi fu Enrico II: alle
sue ambizioni servì senz'altro il matrimonio con Beatrice, figlia del
signore di Treviso Gherardo da Camino. Enrico Il coltivò un disegno
di organica espansione della contea verso ovest: dopo diverse
vittoriose battaglie il Conte divenne anche Signore di Treviso e
Conegliano facendo della Contea di Gorizia una potenza regionale dalle
originali caratteristiche alpino?mediterranee. Dopo la misteriosa
morte di Enrico avvenuta durante un banchetto, la Contea entrò in una
fase di lento e inarrestabile declino: fu Leonardo l'ultimo Conte,
quel Leonardo che nel 1478 aveva sposato Paola Gonzaga ma che non ebbe
eredi estinguendo così la casata dei Conti di Gorizia. Era il 1500:
il territorio passò poi sotto il dominio diretto degli Asburgo,
avviando una lotta tra gli imperatori d'Austria e Venezia che sarebbe
durata per secoli. Un'entità politico-amministrativa che era durata
cinquecento anni spariva dalla carta geografica: restavano memorie e
testimonianze di un potere che era servito da trait d'union per
quattro secoli tra il mondo adriatico e quello alpino, la Pianura
Padana e l'area danubiana.
GORIZIA, CITTA' MITTELEUROPEA
La città sorge in una conca a piedi delle Prealpi Giulie, aperta ad
ovest dove si congiunge con la pianura friulana: le fanno cornice le
alture del Sabotino, del

Montesanto
e del San Gabriele, il Calvario e il Colle d'Oslavia, il San Marco e
il Carso: nomi che rimandano alle sanguinose battaglie della Prima
Guerra che videro Gorizia riunificata all'Italia nel 1918.
La città è stata storicamente segnata dal secondo conflitto mondiale
che ne ha ridefinito l'estensione a 41 Kmq tagliando in due
l'agglomerato urbano. Oggi la città per quel confine e per la sua
posizione è il naturale centro di nuovi sistemi geopolitici che
guardano ai Paesi dell'Est, ad altre culture e nuovi mercati. Gorizia
è del resto una città che ha sempre visto convivere numerose comunità
che hanno lasciato tracce evidenti nell'arte, nell'architettura, nella
letteratura, nella musica. Città cosmopolita, Gorizia è stata nei
secoli punto d'incontro tra la cultura italiana, slava e germanica.
IL CASTELLO, SIMBOLO DELLA CITTA'
Ricco di fascino, il Castello sorge tra le mura dell'antico borgo,
quello che le fonti medievali citano come terra superiore, in cui si
svolgevano le funzioni amministrative e giudiziarie della Contea. Il
maniero che oggi è possibile visitare cambiò più volte aspetto nel
corso della sua lunga storia: durante la Prima Guerra mondiale fu
semidistrutto e ricostruito negli Anni Trenta tenendo conto di antiche
documentazioni ed elementi architettonici medievali, restituendo così
all'edificio la pianta pentagonale e l'aspetto complessivo che lo
caratterizzavano nel XVI secolo.
Il cuore del Castello è la bella Corte dei Lanzi, nella quale
rimangono ancora evidenti le fondamenta dell'alta torre centrale che
fu demolita nel corso del Cinquecento perché troppo vulnerabile alle
artiglierie. Da qui sono visibili il duecentesco Palazzetto dei Conti
e il Palazzo degli Stati Provinciali risalente al XV secolo mentre del
XVI-XVII secolo è il cosiddetto Palazzetto Veneto che raccorda i due
corpi principali.

I
Lanzi, ovvero le guardie armate, prestavano servizio proprio nel punto
in cui il cortile si restringe, a settentrione accanto alla Porta
detta di Salcano.
Il Castello di Gorizia si presenta quale affascinante dimora di
principi: al piano terra trovano posto la piccola sala da pranzo e la
cucina arredate con tavoli e credenze d'epoca completi di stoviglie
tardomedievali; caratteristico il focolare con i tipici elementi in
ferro battuto. Sempre al piano terra il suggestivo ambiente delle
Carceri. Al piano nobile si trovano la Sala del Conte, oggi adibita a
convegni ed incontri e il Salone degli Stati Provinciali, certamente
il più suggestivo ambiente del Castello. Questa grande sala, sulla
quale si affaccia un grazioso ballatoio in legno e che conserva ancora
tracce di preziosi affreschi e uno spettacolare soffitto a cassettoni,
ospita importanti mostre temporanee.
Al secondo piano del Palazzetto dei Conti, oltre alla raccolta
cappella palatina dedicata a San Bartolomeo nella quale sono
conservate importanti tele di scuola veneta e tracce di affreschi
cinquecenteschi, si trova il cosiddetto Granaio, interessante sala
didattica di questo Museo del medioevo goriziano completa di
modernissime stazioni multimediali interattive. E' percorrendo il
Cammino di Ronda che si può ammirare un panorama unico per la sua
bellezza.
DAL BORGO CASTELLO ALLE VIE CITTADINE: UN ITINERARIO DI VISITA
All'interno del Borgo sorge la trecentesca chiesetta di Santo Spirito
e nelle vicinanze il bell'edificio seicentesco dei conti Formentini
ora, assieme alle case Donrberg e Tasso, sede dei Musei Provinciali
che presentano ricche collezioni artistiche e l'interessante Museo
della Guerra, con le testimonianze del primo conflitto mondiale.
Uscendo dal borgo, si trova il Duomo di Gorizia che come molte altre
chiese della città e dei dintorni è andato in gran parte distrutto
nella guerra 1915-18, poi ricostruito mantenendo la forma originaria.
La chiesa primitiva fu ampliata e ricostruita nel 1682: nella
decorazione barocca di splendidi stucchi, nella distribuzione degli
spazi e negli stessi arredi sacri è evidente un'impronta artistica
nordica. Perduti gli affreschi di Giulio Quaglio rimangono i ricchi
altari settecenteschi di Giovanni e Leonardo Pacassi nonché preziose
pale d'altare. In fondo alla navata una cappella gotica
originariamente dedicata a San Acazio è annessa al Duomo.
La chiesa più importante detta città è però Sant'Ignazio: la sua
facciata, caratterizzata dai campanili a cipolla tipici delle chiese
del centroeuropa, è splendido fondale della piazza Vittoria. La
costruzione della chiesa ebbe inizio nel 1654 per volere dei Padri
Gesuiti; l'interno è a navata unica sulla quale si affacciano le
cappelle laterali.

Preziosi
lavori scultorei sono gli altari e, da notare nel presbiterio, il
grande affresco con la Gloria di Sant' Ignazio dipinto da Christoph
Tausch nel 1721.
Risalendo la via Carducci, antica via dei Signori, si giunge in piazza
De Amicis dove si trova uno dei palazzi più sfarzosi del capoluogo
isontino, il Palazzo Attems Petzenstein costruito su progetto di quel
Nicolò Pacassi che aveva costruito per Maria Teresa d'Austria
l'imperiale residenza viennese di Schonbrunn. Lo stesso Pacassi è
autore dello splendido scalone di un altro importante palazzo
signorile cittadino che oggi ospita il Comune. La Sinagoga, oggi Museo
didattico de "La piccola Gerusalemme sull'Isonzo", è il
cuore dell'antico ghetto goriziano, luogo che ospitava una comunità
ebraica che, all'inizio del secolo, aveva in Carl Michelstaedter il
suo più importante filosofo e poeta.
Molte altre chiese e palazzi goriziani sono degni di nota: dalla
chiesa di San Rocco a quella dei Cappuccini.Dal palazzo Cobenzl (oggi
sede dell'Arcivescovado) alla dimora dei conti Lantieri che ospitò
papi ed imperatori; e ancora un vero gioiello cittadino: il Palazzo
Coronini Cronberg sede dell'omonima Fondazione, aperto al pubblico a
mostrare i preziosi tesori raccolti dalla nobile casata goriziana.
Ma Gorizia crebbe e sviluppò significativamente nel secondo Ottocento
quando per il clima mite e per il suo connaturarsi quale stazione di
soggiorno per i funzionari austriaci diventò "la Nizza
austriaca". Molte le ville in stile eclettico che si affacciano
sui corsi Italia e Verdi, splendidi e curati i giardini privati e
pubblici di una città che ha saputo mantenere la sua caratteristica
di città giardino.
ARTE, ARTIGIANATO, CINEMA, TEATRO, MUSICA, ENOGASTRONOMIA
Fitto il calendario delle manifestazioni che si svolgono a Gorizia
durante l'anno. Ogni domenica del mese, uno degli angoli più
suggestivi della città, piazza Tommaseo, si anima grazie al mercatino
dell'antiquariato denominato '"La soffitta in Piazzutta". Il
Carnevale vivacizza le vie cittadine con spettacoli di strada, corsi
mascherati e balli per bambini. Da giugno a settembre si svolge la
rassegna "Gorizia Armonica", contenitore di diversi eventi
espositivi che si svolgono

nella
splendida cornice del Castello, di momenti musicali quali gli
appuntamenti con la musica medievale, la rassegna di musica etnica
"Folkest", i concerti di musica classica di "Gorizia
Galante" a cura dell'istituto musicale Fondazione "Città di
Gorizia", il Concorso internazionale di canto cameristico per
voce sola "Seghizzi" e quello di violino "Lipizer".
Tra giugno e luglio il Teatro Tenda del Castello ospita il Festival di
teatro amatoriale e, a seguire, la rassegna cinematografica
"Premio Sergio Amidei" dedicata alla sceneggiatura. Gorizia
propone a settembre il "Puppet festival", festival di teatro
d'animazione e di figura e il Festival mondiale del folklore che porta
in città gruppi folcloristici e musicali provenienti da tutto il
mondo.
La fine dell'anno è animata dagli appuntamenti del "Dicembre
goriziano": quelli musicali con concerti nelle più
caratteristiche chiese cittadine; quelli teatrali dei "Delitti in
Osteria" manifestazione itinerante nelle osterie e locande
goriziane; con i mercatini di Natale e la storica fiera di Sant'
Andrea.
E' la riscoperta dette tradizioni culinarie l'obiettivo
dell'iniziativa "Gorizia a tavola" che riunisce e presenta i
ristoranti, le trattorie e le osterie tipiche cittadine che offrono
specialità locali. Gorizia possiede un tesoro di ricettari antichi
che permettono di riproporre pietanze tipiche che uniscono in un
insieme di grande originalità sapori e gusti della cucina friulana,
slovena, austriaca.
Una cucina che si sposa con i vini delle zone Doc della provincia
isontina, del Collio goriziano, dell'Isonzo, del Carso la cui fama e
prestigio sono consolidati in tutto il mondo.